Segnali #2
Cannes e il ritorno dell’animazione al centro
Con l’avvicinarsi del Festival di Cannes, una cosa appare sempre più evidente: a differenza di Venezia, Cannes sembra ancora comprendere quanto l’animazione sia — e debba essere — centrale nell’esperienza cinematografica e cinefila.
E, al di là del festival, i prossimi mesi si prospettano particolarmente interessanti per il mondo dell’animazione
Carmen, L’Oiseau Rebelle (Viva Carmen)
Il nuovo film di Sébastien Laudenbach sembra già confermare la solidità poetica del suo autore.
Dopo il magnifico Linda e il pollo! del 2023, Carmen, L’Oiseau Rebelle sarà presentato a Cannes 2026 nella cornice della Quinzaine des Cinéastes.
Laudenbach continua a inseguire un’animazione fragile, istintiva, quasi incompleta e, proprio per questo, profondamente viva.
In Waves
La Francia continua a essere uno dei luoghi più vitali dell’animazione contemporanea.
In Waves, diretto da Phuong Mai Nguyen e tratto dal graphic novel autobiografico di AJ Dungo, aprirà la Settimana della Critica a Cannes.
Ambientato in California, il film racconta la storia d’amore tra uno skater e una surfista, la cui relazione viene lentamente messa alla prova dalla malattia.
A colpire, almeno dalle prime immagini, è soprattutto il tono emotivo: intimo, trattenuto, sospeso.
Qui sotto è stata rilasciata una prima clip.
Dernier Printemps (The Last Spring)
Anche la competizione dei cortometraggi si preannuncia particolarmente interessante.
Mathilde Bedouet, autrice del bellissimo Été 96, torna con Dernier Printemps, corto realizzato interamente attraverso la tecnica del rotoscopio e l’utilizzo di matite colorate.
Il risultato sembra tattile, delicato, quasi impressionista.
Un’animazione che non cerca la perfezione, ma la memoria.
E se non avete ancora visto Été 96, questo è probabilmente il momento giusto per recuperarlo.
Lucy Lost
Il lungometraggio animato in 2D Lucy Lost, tratto dal romanzo Ascolta la Luna di Michael Morpurgo, diretto da Olivier Clert e prodotto da Xilam Animation, sarà presentato sia a Cannes che al Festival internazionale del film d’animazione di Annecy.
L’uscita nelle sale francesi è prevista per la fine di ottobre.
Dalle prime immagini, l’influenza dello Studio Ghibli appare evidente — non soltanto sul piano estetico, ma soprattutto emotivo.
Le Vertige
Quentin Dupieux è noto soprattutto per il suo cinema assurdo, grottesco e irresistibilmente ironico.
Con Le Vertige si avvicina per la prima volta all’animazione.
A rendere il progetto particolarmente interessante è proprio la direzione estetica scelta: una CGI volutamente grezza, imperfetta, quasi anti-spettacolare.
Una scelta che sembra opporsi frontalmente a un’industria sempre più ossessionata dalla pulizia tecnica.
Il ritorno di Katsuhiro Otomo
C’è poi una notizia che ha inevitabilmente acceso l’entusiasmo di molti appassionati.
Il creatore di Akira, Katsuhiro Otomo, ha fondato un nuovo studio di produzione chiamato Oval Gear, probabilmente con l’obiettivo di finanziare il suo prossimo lungometraggio.
Otomo manca dalla regia cinematografica da molti anni. Il suo ultimo film, Steamboy (2006), era tecnicamente impressionante ma non riuscì a sostenere il peso delle aspettative.
Ora, però, qualcosa sembra essersi rimesso in movimento.
E, forse, l’animazione ha davvero bisogno del suo ritorno.
Incrociamo le dita. Qui la notizia su Fumettologica.
Ciao e alla prossima!





